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Discovering the hill towns of Tuscany and Umbria


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Cortona
Quando si vuol spedire una cartolina ad un nostro caro amico che rappresenti alla perfezione la nostra vacanza in Toscana spesso si sceglie uno scorcio di questa splendida terra. Dolci colline, filari di cipressi, vigneti che non conoscono fine, ordinate file di olivi, splendidi castelli e una storia centenaria. Ecco cosa è il Chianti.
Con questo appellativo geografico si indica una zona in gran parte collinare compresa tra Siena e Firenze. All’interno si trova il nucleo originario di questa terra ovvero i comuni di Gaiole, Radda e Castellina; cioè la vecchia provincia del Chianti così come definita da Ferdinando III di Toscana.
Questo splendido lembo di terra è rinomato e apprezzato in tutto il mondo per la produzione dell’omonimo vino. In realtà la produzione del vino Chianti avviene anche in zone geografiche sotto la provincia di Pisa, Arezzo, Pistoia e Prato.
Il primo documento che contiene la più antica menzione del Chianti, nella qualificazione di origine del suo vino, è del 1398. Da questi documenti contabili risulta che il Chianti è in realtà un vino bianco e nemmeno di grande qualità. Documenti del 1427 riportano che nel Chianti si era affermato il vino rosso. Nel Quattrocento il Chianti cominciò ad essere consumato anche dai Papi e come sappiamo questo era sempre un segnale di garanzia sulla qualità della bevanda. Nel 1713 furono emanati due bandi da parte di Cosimo III Granduca di Toscana; il primo fissava, in modo preciso, i confini delle zone vitivinicole più pregiate nelle quali si produceva il vino Chianti, mentre il secondo abbozzava una sorta di regolamento produttivo. Questi due documenti sono estremamente importanti dato che, fino ad allora, in nessuna altra parte del mondo si era deciso di individuare legalmente l'area di produzione di un vino pregiato. Sicuramente una delle figure più importanti per l’affermazione mondiale di questo vino fu Bettino Ricasoli, uomo di fine intelligenza, appassionato agricoltore e valido enologo. Egli produsse, nel Castello di Brolio, un vino rosso superbo e comparabile ai vini superiori italiani e francesi e, come uomo politico di stato (fu secondo presidente del Consiglio del Regno d'Italia dopo Cavour) aprì la via del mondo al vino Chianti, che da allora iniziò ad essere esportato in vari paesi del mondo. Il Ricasoli, dopo numerosi esperimenti condotti tra il 1834 e 1837 nei vigneti di Brolio, riuscì ad individuare quello che lui riteneva essere l'uvaggio adatto per produrre vino Chianti. Ecco, quindi, l'originale composizione del Chianti: due varietà di uve rosse, il Canaiolo (5 - 10%) , il Sangiovese, vera anima di questo vino (75 - 90%) e una varietà di uva bianca la Malvasia(2- 5%). Tale formula, alla quale successivamente venne aggiunto anche un vitigno di uva bianca, il Trebbiano, viene utilizzata ancora oggi, seppur in via minoritaria. La maggior parte dei produttori utilizza oggi o solo sangiovese o sangiovese con l'aggiunta di piccole quantità di merlot e/o di cabernet sauvignon.
Ma questa affascinante terra non è solo olio, vino e piaceri gastronomici. Il suo territorio racchiude oltre a paesaggi fantastici anche siti di notevole interesse storico. Infatti il Chianti , già abitato ai tempi degli etruschi e dai romani poi, è stato per quasi tre secoli teatro, e anche motivo di contesa, della famigerata guerra tra Siena e Firenze (XI-XIV sec.). Proprio per questo motivo il territorio è ricchissimo di ex avamposti militari, di rocche utilizzate per controllare le mosse del nemico, di castelli e fortezze appartenenti a famiglie nobili di feudatari che intervenivano nello scontro appoggiando ora l’una ora l’altra Repubblica. Proprio molte di queste famiglie nobili si davano alla commercializzazione del vino per rimpinguare le casse familiari. Alcuni castelli hanno tuttora una produzione di vino diretta e delle cantine stupende, che si possono visitare, con ettari di vigneti tutt’intorno. A parte il già citato Castello di Brolio meritano di essere visitati, attraversando la statale dei castelli (ss. 408), il Castello di Meleto, il Castello di Spaltenna, il Castello di Cacchiano, quello di Tornano, il borgo-fortezza di Vertine, il Castello di Rietine, il villaggio medievale di San Sano e il Castello di Monteluco dei Lecchi. Invece dei quattro maggiori centri abitati della zona, (Gaiole, Radda, Castellina e Greve) è sicuramente il borgo-fortezza di Castellina quello più caratteristico e più meritevole di una sosta con ricche testimonianze storiche civili, militari e religiose.
Se vi capita di visitare questi posti tra Maggio e Giugno in diverse zone del Chianti c’è la manifestazione “Cantine Aperte”, durante la quale i produttori di vino della zona invitano a visitare le loro cantine. Un altro periodo ricco di avvenimenti è sicuramente Settembre con varie rassegne dedicate al vino. A Greve, il secondo weekend di questo mese, si celebra nella bella piazza Giacomo Matteotti la festa del Vino dove tra balli, spettacoli teatrali e degustazioni si esalta il “Chianti classico”. Invece a Panzano, la settimana successiva alla Festa del vino c’è la rassegna “Vino al Vino” durante la quale le aziende agricole associate della zona montano stand nella piazza centrale. Il visitatore ha la possibilità di acquistare un bicchiere e assaggiare i vini di tutte le fattorie presenti.
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Tel. +39 0575 601046 E-mail: info@hilltownstours.com - Siti web Tiphys